Da dove viene il canovaccio? Nei Paesi francofoni non viene chiamato ovunque allo stesso modo: in Svizzera si parla di “linge de cuisine”, mentre in Belgio si usa anche il termine “essuie-vaisselle”. Il canovaccio è uno degli elementi indispensabili della biancheria da cucina e, come tutti gli accessori tradizionali, ha una piccola storia da raccontare.
Da dove viene il canovaccio? Breve storia di un indispensabile della cucina
Nei Paesi francofoni, infatti, non viene chiamato ovunque allo stesso modo: in Svizzera si parla spesso di linge de cuisine, mentre in Belgio si usa anche l’espressione essuie-vaisselle. Tra l’altro, i nostri clienti belgi fanno spesso ricamare proprio la scritta “essuie-vaisselle” sui nostri canovacci!
Qualunque sia il suo nome, il canovaccio è uno degli elementi essenziali delle nostre cucine. Lo utilizziamo quasi senza pensarci: per asciugare i piatti, asciugarci le mani, coprire una pietanza o mantenere pulito il piano di lavoro.
Ma, come molti oggetti tradizionali della casa, anche lui ha una piccola storia.
Il canovaccio, un oggetto che risale al Medioevo
La parola francese « torchon » è molto più antica di quanto si potrebbe immaginare.
In origine non indicava esattamente il bel rettangolo di tessuto appeso nelle nostre cucine. Nel Medioevo, il termine poteva riferirsi in particolare a un ciuffo di paglia o di fieno utilizzato per asciugare o strofinare.
Poi, intorno al XIV secolo, la parola comincia a indicare un pezzo di tela piuttosto grezza destinato a diversi usi domestici.
Poco alla volta, il tessuto sostituisce la paglia e il torchon si avvicina sempre di più al canovaccio che conosciamo oggi.
Il suo nome è inoltre legato al verbo francese « torcher », un tempo utilizzato nel senso di asciugare o strofinare.
Da semplice pezzo di tela a biancheria da cucina
Per molto tempo, la biancheria per la casa ha avuto soprattutto una funzione pratica.
In cucina si utilizzavano pezzi di tela robusti, capaci di essere lavati ancora e ancora. Il canovaccio doveva assorbire, asciugare e resistere a un utilizzo quotidiano, talvolta intenso.
Progressivamente diventa un vero e proprio elemento del corredo domestico, accanto a tovaglie, lenzuola e tovaglioli.
A seconda delle regioni, delle abitudini e dei materiali disponibili, i canovacci assumono forme diverse. Il lino e il cotone si affermano in particolare come materiali particolarmente adatti alla biancheria da cucina.
Le righe, i quadretti e le diverse trame che ancora oggi associamo ai canovacci tradizionali sono diventati parte integrante della loro estetica.
Perché si usa il lino per i canovacci?
Il lino è un materiale particolarmente interessante in cucina.
Naturalmente assorbente e resistente, sopporta molto bene i lavaggi ripetuti. Più viene utilizzato e lavato, più si ammorbidisce e diventa piacevole al tatto. Nei mercatini dell’antiquariato si trovano talvolta vecchi tessili per la casa in lino, e si può notare come il tessuto rimanga ancora molto bello anche dopo diversi decenni.
È probabilmente proprio questo ciò che amiamo di più della biancheria in lino: a differenza di molti oggetti che cerchiamo di mantenere intatti, un bel canovaccio è fatto per essere vissuto.
Può essere lavato, stropicciato, utilizzato ogni giorno e ricominciare da capo il giorno successivo.
Con il tempo acquista una patina e diventa ancora più bello.
Il canovaccio: pratico, ma non solo
Oggi il canovaccio non resta più soltanto nascosto in un cassetto della cucina.
Poiché le nostre cucine sono diventate veri e propri ambienti da vivere, anche la biancheria che le accompagna contribuisce alla loro decorazione.
Un canovaccio a righe, a quadretti o in un bel colore può dare facilmente un tocco diverso alla cucina. Appeso alla maniglia del forno, appoggiato sul piano di lavoro o utilizzato per servire il pane a tavola, fa parte di quei piccoli dettagli che rendono una casa più viva.
Ed è forse proprio per questo che un oggetto vecchio di diversi secoli resta ancora così attuale.
La sua funzione, in fondo, è cambiata pochissimo: asciugare, proteggere e accompagnare i gesti quotidiani.
Sono cambiati soltanto i tessuti, i colori e il nostro modo di guardarlo.
Un indispensabile che attraversa le generazioni
C’è qualcosa di rassicurante negli oggetti semplici che durano nel tempo.
Il canovaccio appartiene proprio a questa categoria: era presente nelle cucine dei nostri nonni, è ancora presente nelle nostre e probabilmente lo sarà ancora a lungo.
Da nähen ci piace proprio questa idea di reinterpretare gli essenziali tradizionali della biancheria per la casa: conservarne la semplicità e la funzionalità, dando loro allo stesso tempo colori, materiali e dettagli adatti alle case di oggi.
Perché, dopo diversi secoli di storia, il canovaccio ha ancora un lungo futuro davanti a sé.